Osteopatia Veterinaria

Negli ultimi tempi si sta affermando l’osteopatia che, partita dall’applicazione sulle persone, sempre più si diffonde anche in ambito veterinario al fine di superare un grande spettro di patologie in modo del tutto naturale e senza l’utilizzo di medicine, ottimo quindi per chi ha delle forme di allergie ai medicinali, ma non solo.

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L’osteopatia prevede un insieme di tecniche che tramite la manipolazione osteopatica, quindi uso delle mani, mirano a curare delle disfunzioni molto diffuse. In Italia non è riconosciuta dalla medicina ufficiale, infatti si tende a relegare l’osteopatia nell’ambito della filosofia.
L’idea base su cui si fonda questa pratica è l’unità del corpo, quindi non è possibile distinguere tra psiche e corpo e in quest’ultimo non si può distinguere tra organi, muscoli, scheletro perché tutto è collegato. In applicazione di questo principio, trattando il tutto si cura la parte e trattando la singola parte si può curare il tutto riattivando i processi di autoguarigione del corpo, di conseguenza attraverso la semplice manipolazione si può anche curare una patologia che colpisce l’intestino.

Fondatore di questa scuola è Still, un dottore americano del 1800 che nell’eseguire il suo lavoro, si accorge come la medicina tradizionale non riesca a curare ma il più delle volte infligge ulteriori sofferenze senza risolvere i problemi. Secondo Still le malattie sorgono quando le ossa sono fuori posto ciò provoca un’interruzione del flusso sanguigno e degli impulsi nervosi e quindi la patologia. Attraverso la manipolazione osteopatica è possibile ripristinare “l’ordine” e superare la malattia qualunque sia l’organo, muscolo o parte scheletrica in cui si manifesta. Questa tecnica/filosofia è stata poi approfondita e articolata dai seguaci fino fondare una vera scuola di pensiero che riesce a trattare una moltitudine di problemi utilizzando le diverse tecniche di manipolazione, oggi è conosciuta in tutto il mondo. Secondo questa filosofia il corpo è sempre in grado di autoguarirsi da solo, raramente non è in grado di ritrovare il suo equilibrio e in questo caso può essere l’utile l’osteopatia che ha quindi lo scopo di aiutare il corpo ha trovare le energie per guarire da solo. Si nota subito come non ci sia uso di medicine ma solo l’uso delle mani esperte dell’osteopata, le medicine devono essere considerate sono solo un’extrema ratio.

Tutti questi principi prendono sempre più piede anche in ambito veterinario e vengono quindi applicati agli animali. la filosofia di base e le tecniche sono le stesse che abbiamo visto in precedenza ma in campo veterinario l’applicazione può essere più difficile perché è richiesta una maggiore maestria visto che le diverse razze di animali hanno caratteristiche fisiche differenti. Nonostante le difficoltà si è comunque formata un scuola di osteopatia veterinaria che ha lo scopo di diffondere la filosofia e le tecniche osteopatiche.

In ambito veterinario quattro sono le tecniche che vengono comunemente praticate:
1) tecnica strutturale utilizzata soprattutto per i dolori muscolari e osteoarticolari, per ottimizzare l’allineamento articolare e bilanciare il carico, infatti, soprattutto con l’età i nostri amici a quattro zampe possono avere problemi di tal genere;

2) tecnica cranio sacrale che attraverso la manipolazione in questa delicata zona riesce a ripristinare un corretto flusso, infatti l’osteopatia ritiene che la comunicazione tra le cellule del corpo avviene attraverso la linfa ed il sangue, una corretta manipolazione in questa zona migliora il circolo e quindi ripristina una normale comunicazione capace di attivare i meccanismi di guarigione. Questa teoria è anche conosciuta come legge dell’arteria suprema. Si utilizza questa tecnica anche per i problemi visivi e in caso di malocclusione;

3) tecnica fasciale o miofasciale che opera attraverso la manipolazione dei fasci muscolari considerati un tramite che protegge, sostiene e porta nutrimento alle viscere e allo scheletro;

4) tecnica viscerale che si occupa dei problemi che colpiscono gli animali a livello addominale. Questa tecnica viene applicata soprattutto sui rettili esotici.

Quelle sopra elencate sono le tecniche principali, ma vi possono essere delle sottocategorie, deve essere sottolineato però che non sempre è consigliato adoperare la manipolazione, è sconsigliato, ad esempio, nel caso in cui l’animale abbia problemi di osteoporosi o tumori perché potrebbe aggravare la condizione dell’animale e provocare dolori molto forti oltre che danneggiare le ossa già fragili.

L’osteopata veterinario attraverso l’osservazione, che comprende anche l’aspetto psico- emotivo, e la manipolazione riesce ad effettuare la diagnosi e a trattare di seguito la patologia.
Uno degli ambiti in cui è maggiormente applicata è quello equino in cui molti cavalli riescono a tornare a gareggiare ad alti livelli perché l’osteopatia permette di recuperare efficienza soprattutto per i cavalli che affrontano competizioni sportive. Il cavallo è però un animale con un sistema nervoso molto sensibile e quindi percepisce il dolore facilmente, solo mani esperte che conoscono bene sia il sistema nervoso che l’anatomia del cavallo possono applicare l’osteopatia con successo e senza provocare dolore.

Molto diffusa anche nel trattamento dei cani soprattutto anziani e con i dolori alle articolazioni, infatti essendo animali docili, abituati ad essere a stretto contatto con l’uomo e a fidarsi, accettano in modo più facile la manipolazione osteopatica.

I benefici possono notarsi già dopo la prima applicazione e in alcuni casi per consolidare i risultati ottenuti può essere consigliato anche di fare altre sedute o sedute periodiche.

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