Osteopatia per sportivi

L’osteopatia rappresenta per gli sportivi un aiuto decisamente valido ai fini del recupero. Se è vero, infatti, che lo sport da un lato rappresenta un’importante fonte di benessere per le persone che lo praticano, è altrettanto vero, dall’altro lato, che un’attività fisica molto intensa rischia di causare continui traumi sportivi, che a loro volta potrebbero dare origine a recidive – nel caso in cui non vengano gestiti in maniera corretta: un rischio valido sia per gli sportivi amatoriali che per gli atleti professionisti.

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Proprio su questo punto interviene l’osteopatia, che identifica gli squilibri bio-meccanici e permette di trovare una soluzione ai diversi disturbi neuro-fisiologici dell’atleta, andando ad agire sulla struttura cranio sacrale, viscerale, fasciale e articolare.
Occorre mettere in evidenza che la visita osteopatica, specialmente se associata a un trattamento manipolativo, permette di prevenire i casi frequenti di lesioni sportive. Proprio per questo motivo, sempre più spesso le società professionistiche chiamano nei propri ranghi un osteopata, figura fondamentale all’interno dello staff sanitario sia nella fase precedente che nella fase successiva alla gara.

L’osteopatia, insomma, favorisce la salute dell’atleta, e permette di impedire, nel corso dell’anno agonistico, infortuni e recidive.
Va messo in evidenza, per altro, che le cause dei traumi sportivi possono essere diverse: piccoli traumi cui gli atleti normalmente non danno importanza, oppure lesioni dovute a sovraccarico o carico errato.
Lo scopo di un trattamento di tipo osteopatico basato sulla manipolazione è quello di ripristinare le disfunzioni fasciali e articolari, e al tempo stesso mantenere una buona postura e una buona ergonomia durante le gare e nel corso degli allenamenti. Potrebbe tornare utile, per altro, usare specifiche attrezzature e indumenti idonei all’attività che si sta svolgendo, sempre consultando il proprio osteopata.
Ulteriore compito dell’osteopata, infine, sarà quello di tenere sotto controllo le attività dello sportivo, monitorando l’evoluzione della sua salute – e degli eventuali traumi presenti – e indicandogli quali trattamenti eseguire, con quali modalità e secondo quali tempi.

Il Taping Neuromuscolare

Il Taping Neuromuscolare rappresenta una tecnica derivante dalla scienza kinesiologica, sviluppatasi in Giappone ad opera del chiropratico Dottor Kenzo Kase. Nel 1988 questa tecnica ha conosciuto un grande sviluppo approdando in Europa. Inizialmente veniva usata soprattutto sugli atleti, attualmente il suo impiego non riguarda solo il mondo sportivo ma tutte le persone che sono afflitte da problemi di carattere muscolare, linfatico ed articolare. Viene impiegata in numerosi centri di fisioterapia, massofisioterapia, osteopatia e negli studi di ginnastica medica.

Dr. Kenzo Kase

Dr. Kenzo Kase

Mediante questa tecnica, servendosi di un bendaggio neuro-muscolare ed in associazione al principio, secondo il quale il corpo possiede la caratteristica di raggiungere in modo naturale ed autonomo la propria guarigione, si riesce ad intervenire in modo concreto su determinate patologie attraverso l’attivazione del sistema circolatorio e neurologico di ogni individuo.
La tecnica è vantaggiosa per i pazienti, in quanto non richiede l’utilizzo di nessun farmaco ed oltretutto non è invasiva, riuscendo comunque a rafforzare ed addirittura integrare qualsiasi terapia si stia seguendo. E’ adatta in particolar modo per curare i muscoli, i nervi e tutti gli organi che hanno subito un trauma, fondamentale in osteopatia, fisioterapia, massofisioterapia, medicina dello sport e ginnastica posturale. Il fisioterapista, il medico sportivo o l’osteopata possono utilizzare questa disciplina con ottimi risultati.
Il metodo viene utilizzato per controllare la circolazione sia linfatica che venosa.

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Il Taping Neuromuscolare si occupa di ripristinare il funzionamento non corretto dei muscoli che può essere alla base di diversi sintomi. E’ una tecnica terapeutica che permette di rendere liberi i movimenti, con lo scopo finale di rendere il sistema muscolare in grado di aiutare l’organismo a guarire autonomamente in modo biomeccanico. Il metodo, sfruttando la capacità dell’organismo di trovare da solo il proprio risanamento, interviene sulla circolazione sanguigna e linfatica mediante movimenti meccanici e sensoriali allo scopo di migliorarle. Questo grazie al fatto che i muscoli sono legati alla circolazione e non sono ai movimenti del corpo ed inoltre hanno una diretta relazione anche con la temperatura corporea, la respirazione, la digestione e senza dimenticare che rispondono anche a stimoli di origine emotiva. Il muscolo è fonte di energia termica a tal punto che a seguito di contrazioni involontarie determina calore arrivando ad aumentare la temperatura del corpo. Ne consegue che se i muscoli non hanno un buon funzionamento si possono verificare numerosi disturbi.

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Il Taping Neuromuscolare viene usato per trattare diverse patologie tra le quali:

– edema con nodi linfatici
– edema con ridotta funzionalità dei linfonodi
– tessuti cicatriziali
– edema a seguito di operazioni chirurgiche
– edema a seguito di un trauma
– alluce valgo
– traumi costali
– strappi muscolari
– sindrome di Rett
– sclerosi multipla
– miglioramento delle contrazioni muscolari
– indebolimento ed affaticamento dei muscoli
– lesione dei muscoli
– rafforzamento di tendini lesionati
– per ridurre l’infiammazione muscolare
– migliorare la circolazione sanguigna
– migliorare il drenaggio linfatico
– risolvere numerosi problemi a carico delle articolazioni con notevole riduzione del dolore sia a carico dei muscoli che delle articolazioni
– aumento della circolazione sia sanguigna che linfatica
– aumenta la ROM
– elimina l’eventuale emorragia tra il muscolo e la pelle
– accelera la capacità del corpo di auto guarirsi
– patologie a livello del tendine quali il tendine di Achille e il tendine flessore dell’alluce
– problemi alla cartilagine
– disturbi al menisco
– borsiti
– lombalgie
– dolori alla cervicale

Pertanto Il Taping Neuromuscolare ha più funzioni, ovvero quella muscolare, linfatica, articolare e sensitiva. Infatti è in grado di determinare il normale movimento dei diversi tessuti, quali il tessuto connettivo, rendendolo maggiormente elastico ed intervenendo sui movimenti tanto da riequilibrare la presenza di acqua e di GAG; le articolazioni, che vengono stimolare tanto da produrre una pressione al loro interno utile a creare liquido sinoviale ed elementi nutritivi e sostanziali per la cartilagine; i muscoli, che grazie alla tensione meccanica vengono rigenerati e rafforzati; i legamenti, che in seguito ai movimenti determinati dal bendaggio influiscono sulle loro qualità biomeccaniche e istologiche; i tendini, che a seguito di una maggior mobilizzazione ottengono una più elevata forza di tensione e di conseguenza diventano meno soggetti a possibili rotture.

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La tecnica Taping Neuromuscolare, utilizza nastri elastici, di tipo standard o impermeabili, che non contengono fibra di lattice, ma sono fatti di puro cotone di elevata qualità con un tessuto a trama speciale che lascia traspirare la parte su cui vengono applicati, inoltre sono molto leggeri tanto che il loro spessore è simile a quello dell’epidermide. Il nastro si fissa grazie alla presenza di uno strato di adesivo che si attiva con il calore del corpo, permettendo l’eliminazione del sudore. Il tessuto molto raramente produce effetti di irritazione o allergie anche se questo viene utilizzato spesso e in modo continuativo. Altra caratteristica positiva è che il cerotto elastico non contiene alcun tipo di farmaco, pertanto viene mantenuto sulla parte da trattare anche per alcuni giorni consecutivi senza dare origine a nessun effetto collaterale.
Per intervenire su problemi linfatici, il nastro dopo essere stato applicato, darà origine
al movimento del corpo con il sollevamento della pelle effettuato con un sistema ondulatorio, quindi si asseconda e spesso si amplia lo stiramento o la contrazione creando un effetto pompa. In questo modo si ottiene un miglioramento della fluidità delle fibre presenti tra le cellule interstiziali, tra il tessuto endoteliale, dei linfangi e i filamenti del connettivo. Questa proceduta permette di perfezionare la circolazione linfatica riuscendo a renderla molto più scorrevole e fluida, permettendo così il trasporto della linfa lungo il flusso delle circolazione. Si otterrà in questo modo un drenaggio ininterrotto per tutto il tempo del trattamento, mentre il paziente potrà tranquillamente muoversi senza nessuna difficoltà.

Prima della applicazione del bendaggio sarà necessario procedere e “stirare” i muscoli e la pelle al fine di ottenere un effetto di “correlazione incrociata” che si verifica quando il nastro viene applicato correttamente sulla pelle. La tensione trasmessa potrà avere diversi gradi a seconda di quanto il fisioterapista, il massofisioterapista o il medico sportivo, dopo aver effettuato una valutazione clinica dettagliata, mediante test, prove funzionali, motorie e quant’altro, decideranno di adottare.
La tecnica del taping neuromuscolare deve essere eseguita da personale specializzato e qualificato presso studi che si trovano facilmente su tutto il territorio, dopo aver eseguito degli esami finalizzati ad individuare il problema da rivolvere e nello stesso tempo il sistema migliore per farlo.

Il Tunnel carpale

Il tunnel carpale è una patologia diffusa che si riscontra mediamente nel cinque per cento della popolazione. E’ una patologia dolorosa che spesso viene curata tramite intervento chirurgico ma ad oggi esistono delle valide alternative per agire gradatamente in maniera efficace e non traumatica.
Innanzitutto è necessario sapere che nella grande maggioranza dei casi la sindrome del tunnel carpale può essere tenuta sotto controllo adottando la corretta postura di schiena, braccia e mani durante le molte ore che si trascorrono davanti al computer utilizzando il mouse: si tratta infatti di una neuropatia causata da compressione o irritazione del nervo mediano nella zona del polso in cui i nervi passano nel cosiddetto canale carpale.

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E’ importante riconoscere per tempo i sintomi del tunnel carpale in modo da poter intervenire con una terapia osteopatica o fisioterapica in modo da interrompere il processo di infiammazione e scongiurare la necessità di un intervento chirurgico, quindi è opportuno tenere sotto controllo la comparsa di sintomi come parestesie (ovvero i formicolii), scosse e torpore.

In ogni caso esistono terapie di manipolazione alternative alla chirurgia, vediamo in cosa consistono.

– L’allineamento frizionato è una tecnica fisioterapica che consiste in una serie di manovre articolari che vanno ad agire direttamente sulla patologia che è la causa dei disturbi: agendo nella zona del nervo mediano inducendo movimenti selettivi e applicando pressione in maniera progressiva è possibile ripristinare la situazione di allineamento propria della zona del polso, rendendo i movimenti fluidi e recuperando la funzionalità dee terminazioni nervose e degli arti. Si tratta di una tecnica che può essere effettuata direttamente in ambulatorio, ha l’indubbio vantaggio di non essere dolorosa e va eseguita a giorni alterni per un esiguo numero di sedute (indicativamente cinque) della durata di pochi minuti. Questa tecnica è molto efficace, si avverte infatti un significativo miglioramento già dopo la seconda seduta e si porta a compimento dopo, di norma, cinque sedute, inoltre non va ripetuta perchè ha effetto esattamente come lo avrebbe un intervento chirurgico.

– Il trattamento osteopatico in caso di dolore alla mano ed al polso consiste in un trattamento manipolativo del tratto cervicale, che è nella maggior parte dei casi la zona responsabile della sindrome del tunnel carpale. Il trattamento può essere effettuato mediamente due volte alla settimana e può portare alla guarigione in un tempo di tre o quattro settimane.

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– Il metodo Mezieres è un trattamento fisioterapico che prevede un massaggio non soltanto a livello del polso ma a partire dall’intero braccio sulla catena muscolo fasciale, con coinvolgimento dei muscoli della spalla, della scapola e del torace in modo tale da combattere il sintomo non neutralizzando soltanto il sintomo ma curando il problema dalla sua radice. L’effetto è quasi immediato e la terapia può essere completata con poche sedute, una volta diminuito il dolore si possono immediatamente riprendere le quotidiane attività lavorative. E’ anche opportuno abbinare a questo metodo il massaggio miofasciale profondo per ottimizzare l’effetto della terapia.

– Le manipolazioni e mobilizzazioni osteopatiche al polso e alla mano possono essere associate all’utilizzo di Taping (uno specifico cerotto utilizzato per curare infortuni muscolari, da applicare direttamente sul muscolo) che viene applicato in modo tale da mantenere la zona in tensione sfruttando la forza elastica che si viene a creare. Questo metodo è utilizzato in particolare quando a causa della sindrome del tunnel carpale vi è un coinvolgimento a livello cervicale. Sono necessarie soltanto poche sedute per ottenere una rapida diminuzione del dolore fino alla sua scomparsa, ma è necessario tenere presente che questa specifica terapia non può essere adottata nel caso di pazienti che siano soggetti ad artrite reumatoide.

 

La ginnastica posturale

Quando si parla di ginnastica posturale, si fa riferimento a un trattamento di tipo rieducativo finalizzato a recuperare e organizzare nuovamente un assetto posturale (vale a dire un atteggiamento del corpo) corretto. Lo scopo, in sostanza, è quello di far sì che il soggetto acquisisca un controllo costante sulla posizione naturale del corpo, sia globale che a livello di singole parti, in maniera equilibrata e armonica sia in condizioni di movimento che in condizioni di staticità. I metodi scientificamente riconosciuti nell’ambito della ginnastica posturale sono differenti, a seconda delle diverse tecniche di lavoro, ma solitamente comprendono tutti un riequilibrio delle tensioni dei muscoli, un recupero della funzionalità delle articolazioni e della loro normale ampiezza, e l’apprendimento di schemi posturali nuovi.

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Alla base della ginnastica posturale, in particolare, si colloca l’obiettivo di diminuire il dolore dei muscoli, delle articolazioni e dei legamenti, imparando e interiorizzando ulteriori schermi posturali e modalità di azione ex novo che permettano di soddisfare i differenti bisogni quotidiani, sia sportivi, sia professionali, sia funzionali. Questo tipo di ginnastica, dunque, viene indicata in maniera particolare in qualità di trattamento rieducativo per tutti i soggetti che devono fare i conti con la rachialgia – in altre parole, il mal di schiena – e più nello specifico soffrono di un dolore posizionato nella zona lombare: la cosiddetta lombalgia. In effetti, nella maggior parte dei casi le persone che soffrono di mal di schiena sono portate a cambiare il proprio atteggiamento corporeo naturale andando a operare alterazioni di compensazione morfologica, per esempio modificando l’organizzazione del corpo e il suo assetto: si tratta di una reazione normale a una situazione di disagio, quale per esempio la convivenza con dolori localizzati o diffusi, che tuttavia nel corso del tempo può portare a un cambiamento della tensione muscolare. Il risultato è una modifica della postura e delle funzionalità normali del corpo, con conseguenze spiacevoli. La ginnastica posturale è finalizzata appunto a evitare che la reazione dell’organismo al mal di schiena porti a conseguenze negative: tutti gli squilibri di tensione, inoltre, nell’individuo inducono un bisogno di organizzare l’assetto posturale, anche se in maniera dannosa.

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Premesso che la postura può essere individuata come l’adattamento personalizzato che ogni soggetto mette in atto rispetto all’ambiente emozionale, psichico e fisico in cui si trova a vivere (o in altri termini, come la maniera in cui l’uomo comunica e reagisce alla forza di gravità), la ginnastica posturale interviene su di essa in maniera specifica: così come le impronte digitali, infatti, anche le posture variano da individuo a individuo, e pertanto ogni intervento su di esse deve essere personalizzato. La formazione del sistema muscolare e scheletrico costituisce il risultato dell’azione contro la forza di gravità messa in atto dall’individuo.

In particolare, la moderna biomeccanica nel piano trasverso ha identificato l’elemento spaziale principale nella dinamica dell’uomo: concretamente, ciò significa che il sistema di energia potenziale viene caricato dall’altezza del baricentro, con conseguenze precise sulla postura umana. Tale postura, per altro, si stabilizza solamente intorno ai sei anni di vita, quando, in virtù della maturazione propriocettiva dei piedi, le curve vertebrali si stabilizzano: la masticazione si sviluppa con la comparsa dei molari, e così anche la deglutizione. Non tutti sanno, infatti, che la dentatura di una persona interviene sulla sua postura, e anzi rappresenta l’elemento più importante nella conformazione della stessa. Obiettivo della ginnastica posturale è quello di far apprendere al soggetto la capacità di percepire in maniera corretta il proprio corpo: avvertire le tensioni che lo caratterizzano, sentire la posizione di tutte le parti del corpo, sentire gli appoggi sul terreno dei piedi. Si tratta di qualità che devono essere affinate nel corso del tempo, attraverso un miglioramento della sensibilità corporea che si può raggiungere unicamente in situazioni di massimo rilassamento. La consapevolezza della postura che ci contraddistingue è fondamentale per essere in grado di usare il corpo: il modo in cui stiamo seduti, la posizione che adottiamo quando ci laviamo la faccia, i passi che compiamo quando scendiamo le scale: la ginnastica posturale interviene, senza che ce ne accorgiamo direttamente, su tutti questi aspetti.

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Il suo compito principale consiste nell’insegnare ai soggetti a utilizzare i muscoli da cui dipendono le posizioni esatte di tutte le parti del corpo, e che consentono di mantenere e allineare in maniera corretta le curve rachidee. I muscoli che nell’organismo umano sono deputati ad assicurare la verticalità del corpo, in contrasto con la forza di gravità, sono i muscoli del bacino, dell’addome, del rachide e degli arti inferiori: essi, per poter svolgere il proprio ruolo nel migliore dei modi, hanno la necessità di sviluppare non solo forza, ma anche e soprattutto elasticità e resistenza. Si tratta di caratteristiche che devono progredire gradualmente, insieme con l’abilità, da parte degli individui, di utilizzare al momento giusto e in maniera appropriata le varie strutture muscolari. Diversi problemi relativi alla postura, infatti, sono determinati da difficoltà di attivazione dei muscoli posturali, o perché vengono utilizzati erroneamente, o perché non vengono chiamati in causa al momento giusto.
Tutti gli esercizi della ginnastica posturale, quindi, sono pensati e messi a punto per consentire di apprendere l’insieme di queste capacità. Vale la pena di mettere in evidenza che l’apprendimento del controllo corretto dei muscoli posturali deve essere interiorizzato in maniera progressiva, graduale, ma costantemente, così che esso possa essere traslato e messo in pratica anche nelle situazioni di postura più delicate. Tra gli altri obiettivi che la ginnastica posturale si propone di ottenere, infatti, va segnalato anche quello di sviluppare la capacità di controllare e assumere una determinata postura anche nelle azioni quotidiane, nei movimenti cui di norma non prestiamo attenzione.

La ginnastica posturale è pensata per tutti i soggetti che hanno intenzione di migliorare il proprio comportamento posturale, apprendendo come muovere correttamente tutte le parti del corpo: naturalmente, essa poi si indirizza in maniera specifica a tutti coloro che devono affrontare una patologia vertebrale di natura posturale. Inoltre, occorre precisare che non è detto che la ginnastica posturale sia adatta solamente alle persone anziane: anzi, prima si interviene su una postura errata, migliori saranno i risultati. Anche un ragazzo di quindici anni, insomma, può trarne notevoli benefici. La ginnastica posturale permette di mantenere il corpo in salute.
Solitamente, i risultati di questo tipo di attività fisica si vedono dopo pochi mesi dall’inizio, a patto di svolgere gli allenamenti in maniera costante, secondo le indicazioni di un professionista.

10 Consigli per un’alimentazione Equilibrata

Seguire una dieta corretta e bilanciata non è importante solo in ambito estetico, ma è essenziale anche per il mantenimento di un buon stato di salute complessivo del nostro organismo. Alimentarsi correttamente infatti, non solo ci preserva da quei fastidiosi centimetri in più nel girovita, ma ci aiuta a tenere lontane diverse patologie come il diabete, l’obesità e le malattie cardiovascolari, oggi la prima causa di morte prematura nel mondo occidentale. Seguire una dieta corretta e varia è molto più facile di quanto sembri, vi basterà tenere a mente 10 semplici consigli del nutrizionista ed applicare, come in ogni altro ambito, un pizzico di buon senso. Andiamo ad elencare queste 10 pratiche regole per alimentarsi in maniera sana ed equilibrata:

1) L’importanza di frutta e verdura: L’essere umano, in origine, era un erbivoro raccoglitore, che basava la sua intera alimentazione sull’ingestione di grandi quantità di frutta e verdura. I cereali, la carne e le bevande artificiali vennero dopo, ed il nostro corpo, per così dire, non è ancora del tutto abituato a queste ‘novità’. Per assicurarsi di mantenere un’alimentazione sana e bilanciata quindi, bisognerebbe assumere almeno 5 porzioni di verdura e 3 di frutta ogni giorno, così che essere rappresentino il 50-60% delle calorie che ognuno di noi assume complessivamente.

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2)Bilanciare i macronutrienti: Per macronutriente si intende una sostanza alimentare (proteine, lipidi e grassi) di cui il corpo non può fare a meno. La cosa più importante nell’alimentazione è l’equilibrio, soprattutto tra i macronutrienti che devono essere ingeriti quotidianamente in maniera bilanciata. E’ importante assicurarsi che almeno il 50% delle calorie totali provengano da carboidrati, che almeno il 25% provengano dalle proteine e che la restante quota derivi dall’assunzione dei grassi.

3)Evitare cibi preconfezionati: E’ sempre meglio evitare cibi confezionati e quindi trattati industrialmente e poco freschi. Tali alimenti contengono pochi nutrienti come vitamine e sali minerali, mentre sono spesso ricchi di calorie, di grassi e di zuccheri. E’ sempre meglio cucinare da soli i pasti. Ne guadagnerete in salute ed in sapore.

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4)Evitare prodotti raffinati: Farine 00, zucchero bianco ed altri prodotti raffinati industrialmente non sono amici della nostra salute. Questi alimenti infatti, sono privati delle fibre e delle vitamine necessarie al nostro organismo, oltre che ad essere ricchi di calorie e zuccheri.

5)Bere molta acqua: Il 65% del nostro organismo è fatto d’acqua, ed il mantenimento di livelli ottimali di questo liquido è essenziale per un buono stato di salute. L’acqua inoltre, aiuta a digerire meglio ed aumenta la sensazione di sazietà, contribuendo a dilatare le pareti dello stomaco (che comunicano al cervello la sensazione di sazietà).

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6)Mastica bene: La masticazione è il primo processo digestivo, nonché una tappa essenziale per la nostra salute. Masticando bene i cibi infatti, ne si aumenta la digeribilità. Inoltre masticare a lungo aumenta la sensazione di sazietà, in quanto nella bocca è presenta l’amilasi, un enzima che aiuta a scindere gli amidi e che quindi fa salire i valori della glicemia più rapidamente (sistema che controlla la fame) nel nostro organismo.

7) Aiutati con i colori: Un modo per essere sicuri si seguire un’alimentazione varia? Garantire che a tavola compaiano colori diversi. Ogni colore di vegetali o frutti infatti, nasconde una proprietà benefica per il nostro copro. Si va dalle proprietà antiossidanti e drenanti dei frutti e dei vegetali viola (melanzane, mirtilli), alle proprietà rinfrescanti ed idratanti di quelli verdi (rucola, lattuga, mela). I frutti arancioni e gialli invece, sono ricchi di vitamine, essenziali per la salute del nostro organismo.

8) Evita di cuorecere troppo i cibi: Cuocendo troppo i cibi si rischia di disidratarli eccessivamente e di far perdere loro vitamine e sali minerali importanti per la nostra salute. Inoltre cotture troppo aggressive, che tendono a bruciare i cibi, potrebbero favorire lo sviluppo di molecole protoncogene (fattore di rischio nell’insorgenza di tumori).

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9) Cucina solo ciò che è necessario, evita avanzi e sprechi: Il miglior modo per evitare di eccedere? Non avere a disposizione il cibo! E’ bene quindi cucinare solo ciò che è strettamente necessario.

10) A fine pasto una bella camminata: L’attività fisica moderata, aiuta la digestione e favorisce lo smaltimento delle calorie in eccesso.

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