Tratto cervicale: patologie e cure

Il tratto cervicale è formato da 7 vertebre che hanno la funzione di reggere la testa e di permettere i suoi movimenti. Grazie alla forma ad anello della prima vertebra, dove si trova il midollo vertebrale, la testa può inclinarsi posteriormente, lateralmente ed anteriormente senza nessuna difficoltà. La prima parte della colonna cervicale si suddivide in rachide cervicale superiore ed inferiore. La settima vertebra, localizzata tra il tronco ed il collo, ha una elevata sporgenza. Nelle vertebre si trovano i fori vertebrali con l’arteria cervicale ed i fori intervertebrali con i relativi nervi. Intorno al tratto cervicale si trovano sia i muscoli trapezi che quelli sternocleidomastoidei, i primi hanno lo scopo di reggere la testa i secondi di controllare la sua rotazione.

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A carico della cervicale possono sorgere diverse patologie che dovranno essere diagnostiche con una accurata visita specialistica. Verrà osservato e toccato il collo per individuare eventuali gonfiori, protuberanze o contrazioni a carico delle vertebre. Il chiropratico dopo aver controllato la parte interessata eseguirà l’esame della colonna cervicale, ovvero controllerà il suo naturale funzionamento, successivamente farà il checkup della forza dei muscoli cervicali. Per completare il quadro clinico del paziente, il medico richiederà una radiografica del tratto cervicale sia laterale che posteriore, e, in determinati casi, anche una risonanza magnetica.
Tra le più comuni patologie che possono colpire la cervicale troviamo:

- la cervicalgia, con questo termine si intende un dolore intenso che colpisce il collo.Il disturbo riguarda sia lo scheletro che i muscoli Può manifestarsi a causa di un colpo di freddo o in seguito ad una scorretta postura. La si definisce acuta quando è dovuta all’artrosi, alla perdita delle funzioni articolari, ad ernie, alla cifosi, alla lordosi e quant’altro. Si trova sollievo ricorrendo alla fisioterapia o a cure chiropratiche.

- la cervicobrachialgia è dovuta a problemi a carico della colonna cervicale. Si manifesta con un dolore che parte dal collo e si stende alle spalle, alle braccia e alle mani. Sono spesso presenti dei formicolii e difficoltà nei muovere gli arti. Le cause scatenanti sono numerose, tra queste l’infiammazione dei nervi presenti nella colonna cervicale, l’esistenza di una ernia del disco, traumi o patologie invalidanti. Ricorrendo a manipolazioni chiropratiche o a massofioterapia si può ottenere un notevole miglioramento dei sintomi.

- la cervico occipitalgia crea dolori alla colonna cervicale, alla testa e molto spesso anche alle orecchie ed agli occhi. Chi ne soffre avverte giramenti di testa, vertigini, disturbi visivi ed auditivi. Questi sintomi sono dovuti principalmente ad una forte tensione nervosa o ad una scorretta posizione che si assume per molto tempo. Eseguendo esercizi di ginnastica posturale ed una terapia fisioterapica si ottengono ottimi risultati in breve tempo.

- il torcicollo rappresenta un indurimento del collo. Si manifesta con un dolore e con la difficoltà a eseguire i movimenti del tratto cervicale. Può essere determinato da un colpo d’aria, da una infezione, da urti improvvisi, da movimenti rapidi, dalla scoliosi, da una lesione, da una postura sbagliata, da infezioni di origine virale, da ernie o da malformazioni vertebrali. Con la fisioterapia, la massofioterapia ed una corretta ginnastica posturale è possibile risolvere questa patologia. Infatti, con esercizi specifici si impareranno regole di comportamento fondamentali per il collo, come ad esempio mantenere ben eretta la colonna vertebrale ed assumere posizioni corrette quando si sta seduti.

- il colpo di frusta si verifica prevalentemente durante un incidente automobilistico, in particolare in seguito ad un tamponamento. La testa subisce prima un urto in avanti quindi uno all’indietro dando origine ad un violento allungamento della colonna vertebrale. Tutto questo crea all’infortunato luna serie di sintomi quali vertigini, cefalea, nausea, vomito, disturbi visivi, uditivi, lesioni muscolari, rigidità e dolori al tratto cervicale, mal di testa, dolori alla mandibola, formicolii e quant’altro. Ricorrendo alla manipolazione chiropratica, alla massofiosterapia ed alla fisioterapia come lo stretching passivo e la trazione, si rinforza la muscolatura e si ritrovano i corretti movimenti del tratto cervicale. Aggiungendo esercizi di ginnastica posturale si migliora la funzionalità della cervicale.

Ricorrendo tempestivamente alle tecniche di osteopatia si potranno non solo risolvere le patologie a carico della cervicale ma anche prevenirli. La fisioterapia si occuperà, ricorrendo a rimaneggiamenti, massaggi ed esercizi specifici, di prevenire, sanare e rieducare le funzioni motorie dei pazienti. La massofisioterapia con tecniche di massaggio abbinate a quelle di fisioterapia eliminerà tensione, intorpidimenti, dolori sia a carico dei muscoli che dei nervi. La ginnastica posturale, inizialmente sotto il diretto controllo di un fisiatra, con esercizi sia attivi chi passivi potrà essere un valido aiuto per ritrovare il giusto portamento, prevenire ed attenuare i dolori a carico della cervicale. Pertanto mantenere funzionante la propria cervicale sarà possibile, basterà ricorre all’aiuto di esperti osteopati e fisioterapisti che, mettendo in pratica tecniche di fisioterapia, di massofioterapia e di ginnastica posturale, risolveranno definitivamente le patologie che colpiscono il tratto cervicale.

La nevralgia del pudendo

È stato recentemente stimato che servono diversi anni e molteplici visite specialistiche prima che venga diagnosticata con certezza una disfunzione pelvi perineale, come la nevralgia del pudendo. Tra le patologie più comuni del sistema nervoso periferico c’è la neuropatia del nervo pudendo che può dipendere da una semplice infiammazione, come da un danno involontario subito dal nervo.

I sintomi più diffusi di questi disturbi sono bruciore, intorpidimento, fastidio localizzato, stiramento e percezione di freddo. Nella pratica concreta succede esattamente quello che capita nel caso del tunnel carpale, cioè un improvviso intrappolamento del nervo o una situazione poco percettibile trascurata e protratta nel tempo, che degenera con il passare dei giorni.

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La percezione del dolore è maggiore in posizione seduta, mentre una volta in piedi il disagio si riduce e torna a livelli sopportabili. La localizzazione della patologia rende difficile anche un ipotetico trattamento per la guarigione.
Le patologie del pudendo sono accentuate da ripetitivi movimenti e dallo stare troppo seduti, non a casa si parla anche di sindrome dei ciclisti.

La cura migliore a questo genere di disturbi arriva dall’osteopatia e dalla fisioterapia. Il nervo in questione è, infatti, composto da fibre motorie e sensibili, e il trattamento ideale è dato dalla riabilitazione della zona perineale in maniera che si scongiurino incontinenza fecale e urinaria, prolassi, problemi nei rapporti sessuali e dolori circoscritti.
Le linee guida del trattamento fisioterapico sono nate negli anni ’50, negli Usa e, vista l’efficacia, si sono via via diffuse in tutto il mondo. Nella pratica il paziente affetto da intrappolamento del nervo viene sottoposto a chinesiterapia attiva (manipolazione), ad elettro stimolazione e a semplici esercizi per muscoli e nervi.
La durata della terapia dipende da soggetto a soggetto, nella maggior parte dei casi sono sufficienti una decina di sedute della durata di mezz’ora, a patto che una certa mole di “lavoro” venga svolta anche autonomamente a casa. Se così non fosse è consigliabile protrarre nel tempo le sedute specialistiche. Per la complessità degli esercizi da imparare è bene affidarsi alle cure e agli insegnamenti di un fisioterapista competente, che oltre a decidere il percorso migliore da intraprendere, sarà in grado di stimare i miglioramenti.

Eventi scatenanti di queste fastidiose patologie possono essere il parto per una donna o, per l’uomo, l’intervento di prostatectomia. In questi casi si può cominciare la terapia a stretto giro dal fatto.
Gli esercizi svolti ambulatorialmente interessano pube, coccige e muscoli sinergici (cioè responsabili della coordinazione di certi movimenti). Per la difficoltà di talune mosse è necessario il controllo di un professionista che, se necessario, può intervenire con forzature manuali per intensificare lo sforzo durante l’allenamento.
A causa della posizione interessata e dei movimenti e delle funzionalità in cui è coinvolta, la fisioterapia arriva ad interessare anche l’area addominale, lombo sacrale e la mobilità dell’anca.

Spesso viene consigliato anche l’osteopatia con un trattamento manuale proveniente dal protocollo ART (Active Realize Technique). Anche in questo caso il paziente deve allungare e contrarre ripetutamente il muscolo interessato in modo da andare a liberare il nervo per riacquistare la piena funzionalità della parete pelvica o comunque della parte dolorante.

Il trattamento delle patologie del pudendo è una delle più complesse da effettuare in quanto la parte che comprende questo nervo ha una conformazione particolare, non totalmente conosciuta. È proprio per questo che il lavoro deve essere svolto sotto la supervisione di un esperto in rieducazione che continuerà la terapia fino al momento in cui non constaterà manualmente che siano sparite tutte le aderenze e che il tessuto sia completamente libero.

Approfondimento 7: Ernia del disco (diagnostica e terapia osteopatica)

Ogni argomentazione su questa patologia sarebbe priva di valore professionale se non si partisse da un concetto fondamentale, ovvero: l’osteopatia come nessun’altra pratica manuale non è in grado di “far rientrare un ernia”.

I segnali più importanti che il paziente riferisce in caso di ernia sono di due tipi: dolore muscolare e funzionale, dolore neurologico (formicolii, scariche elettriche, perdita di forza). E’ fondamentale ascoltare tutta la sintomatologia che il paziente riferisce (anamnesi) senza trascurare nulla. Altrettanto importante sarà per l’osteopata rivolgere domande mirate e precise.

Una volta compilato il quadro dignostico e amnanestico, i test e la palpazione delle zone interessate, ci permetteranno di valutare l’entità del danno, e quindi impostare un’adeguata terapia manuale, posturale o manipolativa, sia essa muscolo scheletrica o viscerale.
Non da ultimo la diagnostica per immagini (T.A.C o RNM) deve essere sempre consigliata, il buon senso deve essere una regola per non fare danni.

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Ernia del disco

L’ernia del disco è una patologia della colonna vertebrale che consiste nella rottura o nello sfiancamento di uno o più degli anelli fibrosi che costituiscono la parte più esterna dei dischi intervertebrali, con conseguente fuoriuscita del materiale polposo che si trova al loro interno.
La patologia ha una maggiore incidenza nella popolazione con età superiore ai 40 – 50 anni, fascia d’età oltre la quale i dischi intervertebrali – specie quelli del tratto cervicale e lombo sacrale – sottoposti a costante sollecitazione, tendono ad usurarsi.

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Il primo sintomo della patologia discale è il dolore, acuto e pungente, che tende ad accentuarsi alla palpazione della zona interessata e può essere associato a intorpidimento e formicolio.
In particolare, l’ernia cervicale è caratterizzata da un dolore che, partendo dal collo, si irradia verso la spalla fino a interessare il braccio, mentre l’ernia lombare interessa la parte bassa della schiena, estendendosi agli arti inferiori.
La causa principale della patologia discale può essere individuata nella naturale usura che colpisce i dischi intervertebrali con il trascorrere degli anni, ma può essere originata anche da un trauma, da sollecitazioni particolarmente intense (ad esempio nel caso degli sportivi di professione), da posture scorrette o da deficit a livello muscolare.
Altri fattori di rischio, secondari ma non meno importanti, poi, sono costituiti dal fumo, che privando di ossigenazione i tessuti ne compromette l’elasticità, dallo stress e dal sovrappeso.
A seconda dell’intensità della fuoriuscita di materiale polposo, l’ernia viene classificata in contenuta (quando l’anello appare sfiancato ma non ancora fratturato), protrusa (quando vi è una frattura dell’anello, ma il nucleo polposo, pur spostandosi dalla sua sede, rimane attaccato al centro del disco) ed espulsa (quando si verifica la rottura dell’anello, con fuoriuscita di materiale discale nel canale vertebrale).
Mentre nei casi più gravi è necessario intervenire chirurgicamente, nelle forme più lievi l’ernia del disco può essere efficacemente trattata attraverso terapie farmacologiche, con l’impiego di molecole antinfiammatorie.
Nelle forme più lievi, caratterizzate da ernie contenute di piccole o medie dimensioni, poi, è possibile ottenere ottimi risultati anche attraverso la fisioterapia, con esercizi mirati che, oltre a favorire la guarigione, offrono un immediato sollievo al dolore e svolgono un ruolo essenziale nella prevenzione di eventuali recidive.
I principali strumenti utilizzati in fisioterapia per il trattamento delle patologie discali sono il massaggio dei tessuti profondi, la terapia del caldo (per una maggiore ossigenazione dei tessuti) e del freddo (con effetto antinfiammatorio), l’idroterapia, la TENS (“stimolazione nervosa elettrica transcutanea”, praticata con l’ausilio di un apposito macchinario che, attraverso leggere scariche elettriche, stimola la produzione di endocrine, riducendo il dolore e l’infiammazione) e le trazioni, utili ad alleviare la pressione intervertebrale.
Il fisioterapista, poi, potrà predisporre un programma di esercizi personalizzato a seconda delle specifiche esigenze di ciascun paziente, volto ad allungare e rafforzare la muscolatura, ad aumentare la flessibilità e la stabilità del baricentro e a migliorare la postura.
Altra terapia che consente di ottenere ottimi risultati nei casi di ernie di modesta entità – e che si può efficacemente affiancare alle terapie tradizionali – è quella osteopatia.
Attraverso le manovre praticate dall’osteopata, tese a riequilibrare l’intera schiena, infatti, è possibile ottenere una efficace decompressione della colonna, in grado di produrre un effetto antinfiammatorio.
L’osteopatia, poi, si rivela particolarmente efficace sotto il profilo della prevenzione e del mantenimento nel tempo di una corretta postura.

 

La scoliosi

La scoliosi rappresenta un cambiamento di direzione della colonna vertebrale che si riscontra con maggior frequenza nei bambini e negli adolescenti. Questa malattia può dare origine a rilevanti spostamenti della gabbia toracica tanto da danneggiare il cuore, i polmoni e i grandi vasi. Solo una diagnosi precoce permette di intervenire per non compromettere l’equilibrio psico-emotivo ed lo sviluppo fisico dei giovani pazienti. La malattia tende ad aggravarsi nel periodo in cui la crescita è più veloce, ovvero tra i 12 ed i 15 anni. e colpisce in prevalenza il sesso femminile. La scoliosi può manifestarsi come conseguenza di vari fattori siano essi congeniti o acquisiti. Si può avere un atteggiamento scoliotico o scoliosi funzionale, di origine muscolare o ligamentosa, ed una vera e propria malformazione scoliotica di origine ossea. Il primo tipo è legato ad un atteggiamento transitorio che lo stesso paziente può correggere, la seconda è causata da disfunzioni congenite ed è permanente. La scoliosi può essere anche provocata da una anomalia del normale sviluppo e dalla suddivisione dei corpi vertebrali durante la vita intrauterina. Nella maggior parte dei casi l’origine di questa malattia è sconosciuta.
La scoliosi congenita è definitiva, non si corregge mai né in modo spontaneo né con interventi terapeutici e può peggiorare a causa dell’accumularsi di squilibri dei tratti vertebrali. Le forme congenite possono essere la conseguenza di malattie a livello dei nervi, della cartilagine, dei muscoli, di traumi o lesioni.

Backbone intervertebral disc anatomy lateral view

Le scoliosi acquisite sono di diversi tipo:

- la scoliosi degli adolescenti o meglio la scoliosi idropatica o essenziale. Rappresenta la maggior parte di tutte le scoliosi. Si manifesta in adolescenti per lo più di sesso femminile, di solito longilinee e con masse muscolari deboli. Sembra che la costituzione sia uno dei fattori che la generi, ma anche fattori ambientali, inadeguate condizioni igieniche ed atteggiamenti abitudinari e scorretti sono motivi scatenanti. Tuttavia la causa è da attribuire ad uno squilibrio fra le capacità muscolari e ligamentose di sostegno della colonna vertebrale. Non crea dolore e di solito si sviluppa fino a circa 20 anni, poi Il processo di incurvamento della colonna vertebrale si arresta non appena viene raggiunta la maturità sessuale, ma spesso a questo punto può essere già presente una deviazione tale da compromettere la normale funzionalità sia dei polmoni che del cuore.

- la scoliosi paralitica che deriva da uno disturbo della muscolatura che sostiene la colonna vertebrale

- la scoliosi riflessa rappresenta dei temporanei vizi di atteggiamenti causati da contratture riflesse o da posizioni assunte per difendere la muscolatura del tronco

- la scoliosi rachitica è dovuta ad un indebolimento del tessuto osseo vertebrale che è mutato in sostanza osteoide, dando origine ad una vertebra a cuneo laterale. La colonna vertebrale si incurva, frequentemente nel tratto dorso lombare creando una cifosi molto marcata.

- la scoliosi statica che è dovuta ad una differenza di lunghezza degli arti inferiori che comporta una inclinazione del bacino cui segue una deviazione laterale della colonna vertebrale. Questo tipo di scoliosi è evidente in posizione eretta, mentre in posizione supina o seduta scompare.

- la scoliosi neurogena si manifesta in numerose malattie neurologiche

A seconda di dove la scoliosi si manifesta si avrà la scoliosi lombare, dorsale, cervico-dorsale e dorso lombare . Se la colonna vertebrale appare deviata di lato rispetto alla sua posizione normale, originando una curvatura inferiore ai 20 gradi, si adotterà una terapia con esercizi mobilizzanti e correttivi per raggiungere l’autocorrezione efficacie del difetto, mentre se la curvatura risulterà tra i 20 ed i 40 gradi, sarà necessario ricorrere alla correzione forzata con l’utilizzo di bustini, tutori gessati od ortopedici. Una curvatura superiore ai 40 gradi richiederà un intervento chirurgico.

La scoliosi causa curvature della colonna vertebrale anomale, dando origine a deformazioni sia del torace che delle vertebre, compare il cosi detto gibbo costale causato dalla mutazione delle coste e spesse volte può dare origine a malattie a carico dei polmoni e del cuore. Poiché, la scoliosi insorge e si evolve in modo subdolo, non origina dolore e chi ne è colpito sembra in buona salute, è fondamentale fare una profilassi fin dai primi anni di vita del bambino. I soggetti in età puberale dovranno essere tenuti sotto controllo in modo costante. Si dovrà osservare se la loro colonna vertebrale, in posizione eretta, non presenti anomalie, se la linea che collega le spalle sia parallela a quella che unisce le anche e che il tronco non sporga più verso un lato rispetto all’altro ogni volta che il tronco viene flesso. Se si ha il sospetto che ci sono alterazioni alla colonna vertebrale si dovrà richiedere un controllo medico, sarò sufficiente eseguire una radiografica per debellare ogni sospetto.
Nelle forme meno gravi di scoliosi, nella maggior parte dei casi, sarà sufficiente praticare degli sport che non carichino troppo la colonna vertebrale. L’attività fisica andrà eseguita sotto diretto controllo di professionisti come fisioterapisti, personal trainer e quant’altro, per evitare di aggravare la malattia facendo movimenti scorretti ed inadeguati. L’attività sportiva andrà pratica per anni, dando la precedenza a quegli sport che obbligano all’uso dei muscoli degli arti superiori e del tronco come pallacanestro, nuoto, pallavolo, yoga, danza classica, ginnastica artistica eccetera.

Per porre rimedio a questa malattia si può ricorrere a trattamenti osteopatici, fisioterapici, di ginnastica posturale e di massofisioterapia.
Con trattamenti osteopatici, dopo aver eseguito una corretta valutazione clinica della scoliosi, i terapisti attueranno una ginnastica correttiva, trattamenti manuali ed interverranno anche sull’aspetto psicologico e comportamentale del paziente.
Ricorrendo alla fisioterapia si potrà rinforzare i muscoli dorso lombari, imparare a respirare correttamente, eseguire esercizi correttivi di postura e mediante i massaggi decontrarre i muscoli, ottenendo benefici notevoli sulla patologia.
Eseguendo la ginnastica posturale si riuscirà a riequilibrare tutta la colonna vertebrale e di conseguenza si migliorerà la postura.
Con la massofisioterpaia, mediante diversi tipi di massaggi, ginnastica correttiva e rieducativa finalizzata a correggere i vizi posturali, riabilitazione funzionale ed esercizi di kinesiterapia si migliorerà notevolmente la malattia.
L’intervento chirurgico della scoliosi, che fino a qualche anno fa comportava rischi elevati, viene oggi attuato con tecniche chirurgiche, altamente specializzate e alquanto sicure, e soprattutto con l’assistenza di un pneumologo ed anestesista. L’operazione ha come fine quello di stabilizzare il tratto vertebrale afflitto dalla scoliosi mediante la fusione di diverse vertebre sulla quali, viene messo uno strato di trapiantati ossei prelevati dello stesso paziente

Osteopatia e gravidanza

L’osteopatia rappresenta un insieme di analisi e trattamenti che benché si basino su conoscenze mediche quali la fisiologia e l’anatomia, non utilizza farmaci e tanto meno tecniche di chirurgia, ma movimenti ordinati e rimaneggiamenti specifici allo scopo di prevenire e attenuare disturbi a carico del sistema scheletrico, muscolare, sacrale, del cranio, della colonna vertebrale, degli organi viscerali e molto altro.

L’osteopatia rappresenta quindi un valido modo per dare benessere ed equilibrio al corpo della donna in stato interessante.

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Durante la gravidanza il fisico della donna si trasforma per permettere al feto di cresce nell’utero e, di conseguenza anche l’assetto musco-scheletrico subisce mutazioni. Queste variazioni fisiologiche influiscono sulla colonna vertebrale che si troverà costretta a tollerare un maggior peso dando origine al dislocamento della gravità che grava sull’apparato muscolo-scheletrico. Il tutto può generare, abbastanza spesso, lombosciatalgie, lombalgie e disturbi e gonfiori alle gambe. Per evitare che queste malesseri diano origine a diverse patologie dolorose, si dovrà ripristinare il giusto equilibrio muscolo scheletrico mediante manipolazioni di osteopatia.
Questa tecnica è utile per attenuare anche numerosi altri disturbi che si manifestano spesso durante tutta la gestazione, in particolare cefalea, nausea, dolori che colpiscono il coccide, sbalzi d’umore, sciatica, stanchezza, respirazione difficile, dolori causati dalla compressione uterina e quant’altro. In particolare l’osteopatia aiuta a prevenire i dolori e le contratture muscolari che colpiscono la colonna vertebrale, causati dalle variazioni posturali determinati dalla crescita del bambino. E’ in grado di ridurre le tensioni che si possono verificare durante la discesa del bambino lungo il canale dell’utero, facilitare la respirazione, migliorare i problemi circolatori e di stasi, eliminare le contratture sia a livello dei muscoli che dello scheletro, rimuovere lo stato di tensione e lo stress.
Sottoponendosi a tecniche di osteopatia, mediante la manipolazione a livello dei visceri, la futura mamma otterrà un equilibrio tra le ossa lombari, le ossa sacrali e quel del bacino, a tutto vantaggio, non solo della riduzione dei dolori e delle tensioni durante la gravidanza ,ma anche del bambino. Infatti il nascituro sarà soggetto, al momento della sua nascita, a minor stress, durante il suo piroettarsi ed attorcigliarsi tra le ossa della pelvi della madre nel momento in cui l’utero lo sposterà contro le pareti vaginali, grazie ad una maggior mobilità delle ossa della madre e alla elasticità sia del pavimento pelvico che del centro tendineo del perineo
E’ possibile ricorrere a questa tecnica sia durante il periodo di gestazione che prima del concepimento prestabilito, allo scopo di preparare il proprio corpo al cambiamento che la gravidanza determinerà. Infatti le mani sicure ed abili dell’osteopata, con manipolazioni mirate, conferiranno numerosi benefici all’organismo quali:
- elasticità dei tessuti connettivali
- mobilità di tutte le articolazioni
- scioltezza dei legamenti e dei muscoli
- duttilità delle membrane che si trovano attorno ai muscoli, ovvero le aponevrosi mantenendole nelle loro naturali sedi durante il periodo delle contrazioni.

E’ possibile utilizzare l’osteopatia anche a scopo preventivo per porre rimedio ad eventuali problemi a carico della struttura scheletrica e muscolare come quelli legati alla perdita di agilità o mobilità. In questo caso, per ottenere risultati concreti e duraturi finalizzati a garantire una corretta simmetria, sarà necessario sottoporsi ad un minimo di due- quattro sedute. Sarà comunque l’osteopata stabilire la quantità degli appuntamenti. Se non ci sono particolari problemi, sarà sufficiente assoggettarsi ad una seduta di osteopatia all’inizio della gestazione, ed eventualmente sottoporsi ad un controllo per constatare il mantenimento dell’equilibrio scheletrico, dopo un mese massimo due. Per una gravidanza fisiologica sarà consigliabile fare un incontro al terzo mese, uno al quinto e un altro tra la fine dell’ottavo e l’inizio del nono mese.

L’osteopatia contrasta numerosi disturbi che si manifestano durante la gestazione tra i quali:

- la nausea che di solito si manifesta durante il primo trimestre della gravidanza. L’osteopata, intervenendo sui nervi del sistema nervoso autonomo manipolando i visceri, attenuerà le nausee

- il ritmo sonno-sveglia. Questo disturbo di solito avviene durante gli ultimi mesi, ovvero quando la pancia essendo ingombrante rende difficile il sonno. Con il rimaneggiamento del sistema muscolo-scheletrico, dei nervi ad esso collegati e del sistema neuroendocrino, l’osteopata aiuterà a ritrovare il sonno. Questo avviene anche grazie alla produzione di endorfine che vengono generate mediante i massaggi al sistema neuroendocrino. Con la produzione di queste sostanze da parte del cervello, la gestante riuscirà a tenere sotto controllo anche i suoi sbalzi di umore.

- la cefalea viene eliminata grazie all’utilizzo di tecniche cranio-sacrali

- le lombalgie e le lombosciatalgie vengono sconfitte con manipolazioni a livello del sistema musco-scheletrico. L’osteopata stimolerà i nervi ripristinando il corretto allineamento delle ossa

- i dolori all’utero, al colon e allo stomaco verranno eliminati mediante il rimaneggiamento dei visceri a carico di questi organi.

L’osteopatia è utile anche al bambino, infatti in caso di gravidanza podalica non causata dal cordone ombelicale aggrovigliato intorno al bambino o da malattie o disfunzioni di vario genere, l’osteopata può, usando tecniche dolci e specifiche, ripristinare la giusta posizione del piccolo. Inoltre sempre con massaggi adeguati può stimolare il sistema neuroendocrino della gestante allo scopo di attivare la ghiandola mammaria e di conseguenza permettere un regolare allattamento. Obiettivo che può essere raggiunto anche migliorando la postura della madre.
Una volta venuto al mondo, lo specialista è in grado di occuparsi del piccolo neonato con l’obiettivo di riarmonizzare la sua delicata ossatura e il suo equilibrio neurofisiologico, che durante la nascita hanno subito delle variazioni necessarie per permettere la sua venuta al mondo. Le sue manipolazioni regolarizzano il ritmo sonno-sveglia del neonato, facilitano la sua digestione, impediscono la formazione di gas che sono i veri responsabili delle coliche ed sconfiggono gli attacchi di vomito a schizzo. La donna, dopo il parto con alcune sedute di osteopatia, può avere benefici sulla struttura ossea delle pelvi che sono state sottoposte a sforzi per permettere il passaggio del neonato, ridurre eventuali disagi vascolari che possono essere stati generati dalle spinte del parto o dalle naturali dilatazioni. Intervenire con manipolazioni adeguate, dopo aver partorito, permette alla donna di recuperare le proprie funzioni organiche ed evitare il sorgere di patologie come l’incontinenza, il prolasso dell’utero, cruralgie, algie pelviche e molto altro ancora.
Durante le sedute di osteopatia, il professionista insegna alla donna alcuni esercizi da eseguire da sola, sia durante la gestazione che l’allattamento, finalizzati a prevenire o mantenere l’equilibrio raggiunto, conservare la corretta postura e ad evitare comportamenti errati che potrebbero rovinare sia i suoi muscoli che il suo scheletro.
Integrando tecniche di osteopatia con ginnastica posturale, esercizi di fisioterapia e di massofisioterapia si otterranno ulteriori benefici su tutto l’organismo garantendo una gravidanza maggiormente serena e senza disturbi.
L’osteopatia non ha controindicazione e non crea nessun tipo di rischi né per la donna incinta né per il neonato, anzi occupandosi di dare benessere alla donna riesce anche a trasmetterlo al feto che, nello stesso tempo, continua la sua crescita in un luogo reso maggiormente comodo e protetto.

Lo shiatsu

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Lo shiatsu è una tecnica finalizzata a dare riequilibrio energetico a tutto l’organismo, ha origini cinesi ma successivamente si sviluppò in Giappone nel 1940, Tokuijro Namikoshi iniziò ad organizzare scuole per l’insegnamento di questa tecnica, in seguito un suo collaboratore, il maestro Shizuto Masunaga diede vita ad una associazione di shiatsu. Nel 1964 una normativa di legge riconobbe questa disciplina come una cura incondizionata dalle altre tecniche. Intorno agli anni settanta, lo shiatsu approdò anche in Italia. E’ una disciplina olistica che ha lo scopo di permettere al paziente di raggiungere, potenziare e conservare, il più lungo possibile, il proprio benessere.
Il termine shiatsu, poiché significa premere con le dita, esprime esattamente la sua funzione, ovvero quella di manipolare l’epidermide con le dita, con i pollici ed i palmi della mani senza ricorrere all’uso di mezzi meccanici. La pressione che viene esercitata permette di modificare le anomalie interne, intervenire positivamente su malattie particolari, stimolare l’energia dell’organismo, riequilibralo ed ottimizzare lo stato di salute
Lo shiatzu associa esercizi cinesi di auto trattamento, definiti Do-In, ed esercizi su altre persone, ovvero Anma. Entrambi queste tecniche si basano su stiramenti, pressioni perpendicolari e stabilizzazioni finalizzati a facilitare il passaggio dell’energia nei meridiani energetici.
Partendo dal concetto che nell’uomo ci sono elementi energetici, fisici e psicologici tra loro collegati e che il mondo è un insieme di energia, lo shiatsu considera che tutte le cose hanno una forza vitale chiamata Ki, questa influisce su tutto l’organismo in quanto lo attraversa seguendo percorsi stabiliti, dal basso verso l’alto e viceversa, definiti meridiani. Questi originano una serie di canali dove il Ki sfocia. Ad ogni organo del corpo corrisponde il proprio meridiano. Quando la salute è compromessa nell’uomo si nota una perdita del suo equilibrio energetico, una discordanza che genera ripercussione sia sul fisico che sulla mente e, che è causata dallo disfunzione energetica interiore, che si manifesta nell’ostruzione del meridiano di scorrimento creando danni alla parte del corpo collegato ad esso.
Pertanto con questa tecnica, basata sulla digitopressione, si riesce a liberare il meridiano permettendo così all’energia di scorrere liberamente e di riabilitare i ruoli che permettono al corpo umano di recuperare il proprio equilibrio. Lo shiatsu è in grado di evitare il sorgere di discordanza energetica e di trasformare quella già in funzione, offrendo in oltre la capacità di chi si sottopone a questa tecnica di riscoprire se stesso, di imparare a percepire la propria energia interiore, a capire le proprie sensazioni, il tutto interpretandoli per raggiungere e conservare il proprio benessere.
Le tecniche di base dello shiatsu si basano sul respiro, sulla pressione, sulla perpendicolarità e sulla postura. Per metterle in pratica, sarà necessario che l’operatore sappia utilizzare correttamente le sue mani, eseguendo tre tipi di pressione ovvero l’ingresso, la stasi e l’uscita. Deve inoltre essere in grado di individuare la zona da trattare, assumere una corretta posizione rispetto al paziente e avere una elevata concentrazione, il tutto per garantire la capacità di attivare l’autoguarigione nel paziente.
Ruolo fondamentale dello shiatsu è la diagnosi eseguita secondo i criteri della medicina orientale ovvero la valutazione del Ki e dei meridiani, effettuata con informazioni date dal paziente e con un palpeggiamento delicato dei vari organi.
Dopo avere effettuato la diagnosi, verrà stabilito il trattamento da effettuare, l’operatore si occuperà di ripristinare gli squilibri energetici individuati durante il primo controllo diagnostico. Il paziente verrà fatto sdraiare, completamente vestito, su un lettino, su una poltrona o preferibilmente sdraiato a terra su un materassino anallergico in cotone naturale, ovvero il futon. Tuttavia per le persone disabili e anziane il trattamento può avvenire su carrozzina o sul comune letto. Quindi, l’operatore con una serie di pressioni sui meridiani, usando il suo pollice, il suo palmo della mano, a volte anche i gomiti e le ginocchia, ricorrendo a rotazioni, esercizi di stretching e quant’altro, si occuperà di tutto il corpo e non in modo particolare ed esclusivo della parte dove i sintomi sono maggiormente evidenti. Il suo lavoro avrà lo scopo di salvaguardare e riequilibrare l’energia interiore bloccata facendola scorre. Affinché la seduta abbia un esito altamente positivo, il paziente dovrebbe essere rilassato e preferibilmente dovrebbe rimanere in silenzio. L’addetto, grazie ad un elevato grado di concentrazione, valuterà le reazioni del corpo del paziente e lo tranquillizzerà ogni volta che si accorgerà che i suoi organi si induriscono o si tendono, allo scopo di evitare che i benefici della seduta vengano compromessi.
Lo shiatsu è utile per combattere stati di stress e di nervosismo, rafforzare il sistema immunitario, sciogliere le tensioni dei muscoli, rafforzare gli organi interni deboli o malati, fortificare la capacità motorie, migliorare la postura, attenuare i disturbi mestruali, stimolare il sistema ormonale, prevenire numerose malattie, ridurre il mal di schiena e di spalle, rilassare i sistema nervoso, contrastare le cefalee e i vari tipi di mal di testa, attenuare problemi determinati da traumi, fornire energia e vitalità e molto altro ancora.
Con questa tecnica si riesce ad aiutare la guarigione ed a rafforzare gli organi indeboliti. Infatti, si attiva l’energia presente nell’organismo e la si incanala in modo tale da generare il corretto equilibrio necessario a ritrovare il benessere fisico,mentale e spirituale, arrivando a stimolare l’auto guarigione. Non va dimenticato che la pressione manuale e digitale hanno la capacità di stimolare il recupero naturale dell’organismo e di conseguenza di allontanare l’insorgere di malattie.
Lo shiatsu non ha controindicazioni e può essere associata a numerose altre tecniche quali la massofisioterapia, l ‘osteopatia e la fisioterapia. Tuttavia, molto raramente, durante le prime sedute, può capitare che il paziente manifesti alcuni sintomi, causati dalle tossine che vengono liberate durante la manipolazione, come un leggero mal di testa, disturbi a livello dello stomaco e dell’intestino, sonnolenza, intorpidimento ed aumento di voglia di urinare. Questi sintomi scompaio nell’arco di poche ore, sarà sufficiente riposarsi e assumere molta acqua. Tutti possono sottoporsi a sedute di shiatsu, in quanto non è una tecnica invasiva, inoltre può essere di aiuto anche alle persone che sono afflitte da patologie anche gravi.
La pressione praticata da un professionista di questa tecnica non origina nessun tipo di dolore in quanto l’incaricato è in grado di ponderare l’intensità della pressione che applica in modo graduale tale da non far avvertire sofferenza.
Sottoporsi a terapia shiatsu non significa abbandonare qualsiasi terapia medica ma piuttosto associarla ad essa per ottenere maggiori giovamenti. Inoltre si impara a conoscere profondamente come funziona il proprio corpo e come questo interagisca sia con la mente che con le emozioni. Dopo aver fatto alcune sedute di shiatsu si è in grado di percepire, non appena si presentano, gli squilibri e di neutralizzarli.

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